Opere

Oratorio del Carminello

L'oratorio del Carminello fu eretto nel 1690 dalla compagnia della Madonna del Carmelo fondata pochi anni prima. Un recentissimo restauro, a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, ha restituito la giusta dignità all'apparato a stucco con pesanti medaglioni bombati, statue di Santi carmelitani entro nicchie e angeloni, databile al terzo quarto del XVII secolo, che appariva fortemente deteriorato. In passato era stato attribuito a Giuseppe Serpotta, fratello di Giacomo, ma oggi si tende a escludere un suo intervento e a riportarlo piuttosto alle maestranze che lavorarono nella vicina chiesa del Carmine.

Ad ambito serpottiano rimanda invece in maniera evidente la controfacciata con una datazione da porre entro i primi due decenni del XVIII secolo. Dall'attribuzione a Giacomo si è passati, pur senza documenti certi, a ritenere l'opera frutto della felice mano del figlio Procopio. Di certo è che dal punto di vista del disegno generale qui l'autore ha ben percepito le novità immesse da Giacomo Serpotta negli apparati scultorei, come i teatrini con soggetti evangelici retti da coppie di eleganti angeli.

Il modello è quello di Antonio Raggi per San Marcello al Corso a Roma, ma in generale è ormai manifesta quella semplificazione delle decorazioni e nel numero dei rilievi che caratterizza il Serpotta dai primi anni del '700 sulla scorta dell'influenza del classicismo barocco romano. Le scenette rappresentano la Natività a sinistra e il Riposo durante la fuga in Egitto, a destra. Ad esse sono accostate due statue allegoriche, adagiate mollemente sopra la cornice che sormontava il luogo ove un tempo stavano i superiori della compagnia. Sono la Mansuetudine, connessa al primo episodio, e la Compassione, legata all'altro.

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