Nel 1599 venne costituita l'Unione dei Miseremini che successivamente divenne un'arciconfraternita e assunse sempre maggiore importanza. La raccolta di elemosine per l'assistenza dei defunti e per preghiere a favore delle anime purganti, consentì di accumulare in poco tempo un consistente patrimonio, anche per la donazione del benefattore Mario Muta, e di fondare la chiesa di San Matteo nel 1632. I Miseremini arricchirono la chiesa con opere d'arte di alcuni tra i maggiori maestri locali, tra cui non poté mancare Giacomo Serpotta che qui chiese di essere sepolto.
Nel 1728 con la direzione dell'architetto Francesco Ferrigno il Serpotta realizzò quattro statue allegoriche da sistemare nel presbiterio, che raffiguravano la Fede, la Clemenza, la Giustizia e la Penitenza. Alla fine del Settecento, con il rifacimento in senso neoclassico di questa zona della chiesa, le prime due furono spostate nell'oratorio adiacente dove subirono i bombardamenti del 1943 e furono in parte distrutte. Si salvarono solamente le teste che finirono sul mercato antiquario.
La testa della Fede giunse nella collezione del regista Luchino Visconti. Oggi sono esposte al Museo Diocesano di Palermo. Nella chiesa rimangono le altre due statue insieme a quelle di Bartolomeo Sanseverino che rappresentano la Carità e la Speranza. Sulla controfacciata si ammira anche un altorilievo del Serpotta con Cristo che conforta le Anime del Purgatorio, che fu eseguito per sincera e gratuita devozione dal maestro palermitano nel 1729.