Nell'ultimo quarto del XVII secolo le monache domenicane del monastero sito entro Palazzo Abatellis iniziarono la costruzione di una nuova e grandiosa chiesa cui collaborarono importanti artisti locali tra cui l'architetto Giacomo Amato, autore della facciata. La decorazione a stucco delle pareti dell'aula è avvicinata da Donald Garstang ai modi di Paolo Corso e Vincenzo Messina, che rivelano capacità nettamente inferiori rispetto a quanto stava mostrando Giacomo Serpotta in altri cantieri.
Il maestro stuccatore sarebbe stato coinvolto insieme al fratello Giuseppe e al figlio Procopio solamente nel 1708 per la decorazione della navata sempre secondo i disegni dell'Amato. Gli stucchi fanno da contorno agli affreschi di Antonino Grano e sono basati sulla presenza di ghirlande di fiori, foglie e frutta, putti, e grandi angeli che reggono tondi di chiara derivazione romana. È probabile che Giacomo abbia realizzato solo alcune delle figure più complesse, come gli angeli piuttosto che i putti che non sembrano alla sua altezza.
Procopio Serpotta sarà nuovamente chiamato nel 1722 per stuccare il sottocoro intorno agli affreschi di Guglielmo Borremans insieme a Nicolò Sanseverino su disegni di Gaetano Lazzara. Anche in questo caso è problematico distinguere le due mani, ma di certo vi sono numerose affinità fra i putti sopra i portali con quelli della controfacciata di San Mercurio e tra gli angeli della controfacciata e quelli della chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi. Un ultimo interevento della famiglia Serpotta si ha nel 1756 con Giovan Maria, figlio di Procopio che vi esegue insieme a Domenico Guastella quegli angeli ad altorilievo che fano da cornice all'Agnus Dei.