Alla fine del XV secolo i Frati minori riformati di Santa Maria di Gesù decisero di realizzare una chiesa con convento annesso entro le mura della città, una "gancia" per l'appunto. Riuscirono ad attuare il loro proposito nei primi anni del secolo successivo e in breve tempo la chiesa divenne un ricettacolo di importanti opere d'arte pittoriche e scultoree. Nei primi anni '80 del XVII secolo si procedette a realizzare un complesso apparato a stucco con statue di Apostoli e santi Francescani.
Giacomo Serpotta fu l'autore nel 1681 di quelle dei Santi Pietro e Paolo, oggi non più esistenti. Probabilmente il maestro eseguì molti altri interventi a stucco ma tuttora si possono ammirare solo quelli della cappella dello Sposalizio della Vergine posta alla sinistra del presbiterio. Serpotta, intorno al primo o secondo decennio del XVIII secolo, realizza le cornici degli affreschi di Filippo Tancredi e alla tavola cinquecentesca di Vincenzo da Pavia che da' il nome alla cappella.
Spiccano i due splendidi angeli che secondo il gusto romano si librano come reggendo la pittura, e il nuovo tipo di "teatrino", che come genere precede quelli della chiesa di Sant'Agostino, in cui è raffigurato L'Imperatore Augusto che ha la visione della Vergine. Sulla parete sinistra, sopra l'affresco IL Serpotta non rinuncia alla sua carica di dolcezza e originalità inserendovi un putto vestito da frate francescano.